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martedì 16 novembre 2010

I Paesi Bassi


I PAESI BASSI

Con una superficie pari a poco più dell’ 11% di quella del nostro paese, i Paesi Bassi sono collocati tra Belgio e Germania in una posizione geografica che, grazie a importanti fiumi navigabili come il Reno, fa del suo territorio il luogo privilegiato del transito delle merci tra l’ Europa centrale e il Mare del Nord .

DATI

Superficie : km/q 41 526
Popolazione : 16 044000
Densità: 386 ab/km/q
Popolazione urbana : 89,4 %
Lingua : olandese, ufficiale . Parlato anche il frisone
Moneta : euro
Capitale : Amsterdam
Forma di governo: monarchia costituzionale




IL TERRITORIO

I Paesi Bassi si presentano come una vasta pianura leggermente ondulata e vaste aree sono al di sotto del livello del mare (da cui il nome Paesi Bassi ). I fiumi più importanti sono:
la Mosa, la Schelda, il Reno, il Waal, il Lek e il Ijssel.
Quest’ ultimo sbocca nel lago d’Ijssel sbarrato dall’ enorme Diga del Nord . Le coste sono basse e sabbiose, di fronte vi sono le isole Frisone. I porti sono situati lungo i corsi dei fiumi e collegati con il Mare del Nord tramite canali . Il clima è analogo a quello delle zone d’influenza Atlantica . Le estati sono fresche e gli inverni non molto freddi è assai elevato il grado d’ umidità.

Un'immagine delle Isole Frisone

Storia e Popolazione
La storia e l’ attuale ordinamento dello Stato:
Abitati fin dal Neolitico, i Paesi Bassi subirono la penetrazione di popolazioni Germaniche alla quale seguì la dominazione dei Romani e dei Franchi.
Rimasti suddivisi in feudi dopo il dissolvimento dell’ Impero carolingio, vennero uniti alla spagna cattolica nel XVI secolo. Tensioni politiche e religiose portarono alla secessione delle sette province protestanti del Nord, che nel 1581 si proclamarono Repubblica delle Provincie Unite, diventa più tardi Repubblica d’Olanda. Inizio da quell’epoca l’espansione commerciale e coloniale del paese che, dotato di un’ imponente flotta mercantile, entrò in competizione con Inghilterra e Francia. In epoca napoleonica il paese divenne Regno d’Olanda, che nel 1815 venne fuso coi Paesi Bassi Belgi nell’unico regno dei Paesi Bassi.
Nel 1831 si divise dal Belgio diventando Regno unito Dei Paesi Bassi. Nel primo conflitto mondiale i Paesi Bassi rimasero neutrali,ma durante il secolo subirono invasione tedesca e presero i possedimenti asiatici dell’ Indonesia nel 1958 i Paesi Bassi hanno dato vita, con il Belgio e il Lussemburgo. In base alla costituzione il potere legislativo spetta al parlamento, suddiviso in due camere, quello esecutivo viene esercitato dal sovrano attraverso il primo ministro da lui scelto. Il Paese è suddiviso in 12 provincie ciascuna delle quali ha un’ assemblea rappresentativa che elegge la prima camera.

La popolazione e le principali città:
I Paesi Bassi sono uno degli stati più densamente popolati dal mondo: la densità media è infatti di ben 386 abitanti per km2 . La distribuzione della popolazione è in rapporto alla collocazione delle attività economiche. Nei Paesi Bassi l’ 89,4 % degli abitanti vive in centri urbani. La maggioranza della popolazione è formata da olandesi che parlano una lingua di ceppo germanico. Il 32 % è cattolico il 23 % protestante, ebrei e musulmani sono il 4,3 %.
Amsterdam (731000 abitanti, 1121000 con l’ agglomerato urbano) è la capitale. Di grande rilievo oltre alle attività portuali sono quelle commerciali, bancarie e finanziarie. Oltre 600 ponti collegano tra loro il centinaio di isole che formano Amsterdam, chiamata da tale caratteristica “Venezia del Nord”.
Rotterdam ( 1089000 abitanti) sorge su un’ ansa del fiume Lek, a circa 20 km dal mare. È il porto più attrezzato e attivo del mondo quasi distrutta dai bombardamenti nell’ ultimo conflitto mondiale la città, è stata ricostruita ed è andata espandendosi secondo un piano urbanistico molto avanzato.
L’ Aia (445000 abitanti) è il centro politico e amministrativo; è sede del governo e residenza dei sovrani.
Utrecht (559000 abitanti), posta su una diramazione del Reno, è centro di notevole importanza culturale fin dal medioevo. Famose sono le sue università.


ECONOMIA

La straordinaria potenza conseguita in campo commerciale ha consentito ai Paesi Bassi una grossa disponibilità di capitali da utilizzare per le opere di polverizzazione e quindi per l’ agricoltura.
Il territorio dei Paesi Bassi è coltivato intensamente con le più moderne tecniche di coltura e con un impiego massiccio di fertilizzanti.
Il paese è al primo posto nel mondo delle rese ottenute nella coltivazione dei cereali e delle patate; è ai primi posti in Europa per la produzione della barbabietola da zucchero e del lino.
Assai floridi sono anche i settori dell’ orticoltura e della floricoltura concentrati soprattutto in prossimità di Haarlem-Aalsmeer.
Il paese esporta forti quantitativi di bulbi, oltre che di fiori recisi e piante d’ appartamento.
L’ abbondanza di prati e di pascoli,quasi il 30% del territorio, favorisce l’ allevamento di bovini con una forte produzione di formaggi.
Consistente è anche l’ allevamento di suini e di polli; di un certo rilievo è anche la pesca.
A tale attività è collegata l’ industria della conservazione.
Nelle acque della Zelanda è sviluppata la coltura delle ostriche.
La scoperta di importanti giacimenti di gas naturale permette oggi al paese di coprire quasi completamente il proprio fabbisogno energetico e apre quindi nuove prospettive al settore secondario.
Lo sviluppo industriale è stato favorito in passato dalle ricchezze accumulate con l’ attività commerciale e dal’ afflusso di materie prime dalle colonie.
Di antica tradizione sono pure industria tessile e quella delle ceramiche e delle porcellane e la lavorazione dei diamanti.
Le industrie più importanti sono grosse imprese multinazionali.
Esse operano nei settori petrolchimico, elettrico, elettronico e delle telecomunicazioni, agroalimentare, le produzioni industriali sono di alta qualità e ciò è dovuto all’ uso di tecnologie avanzate e alla presenza di manodopera.
Il settore terziario occupa ben il 77% della popolazione attiva.
Le attività di servizio, e quelle finanziarie e commerciali costituiscono i pilastri dell’ intero sistema economico del Paese.
La Borsa valori di Amsterdam è una dei principali mercati europei.
Ci sono molte vie di comunicazione e una vasta rete ferroviaria.
Il vanto dei Paesi Bassi è il perfetto sistema di idrovore.

La conquista della terra

Buona parte del territorio dei Paesi Bassi è stato strappato al mare, trasformando specchi d’ acqua salmastra poco profondi in fertili campi: i polders.
All’inizio verso il 1100 d.C. l’acqua, non aveva lo scopo di conquistare delle terre al mare, ma semplicemente quello di difendere le terre dalle mareggiate.
I Paesi Bassi furono costruiti in cima ad alture artificiali. Per azionare le pompe che dovevano sollevare l’acqua e gettarla all’esterno delle dighe si utilizzarono i mulini a vento.
Le città erano in rapido sviluppo e la richiesta di prodotti agricoli aumentò in modo consistente.
Nella seconda metà del XIX secolo i mulini a vento furono sostituiti da quelli a vapore più potenti, che a loro volta furono soppiantati, nei primi decenni del 1900. 

Figura 1I polders sono specchi d'acqua salmastra poco profondi trasformati in campi fertili






Il polders per la sua limitata profondità e la notevole ampiezza delle maree, che 2 volte al giorno lo fanno rimanere in gran parte asciutto. D’ altra parte gli Olandesi non necessitano più, oggi, di nuove terre per aumentare la produzione di beni agricoli . Le rese per ettaro sono elevatissime permettono di lasciare in colte una parte delle terre un tempo coltivabili.

 

Figura 2 Campi coltivati di tulipani


 
La Corte Penale Internazionale (in inglese: International Criminal Court - ICC) è un tribunale per crimini internazionali che ha sede all'Aia. La competenza del Tribunale è limitata ai crimini più seri che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, come il genocidio, i crimini contro l'umanità, i crimini di guerra (cosiddetti crimina iuris gentium) e il crimine di aggressione (art. 5, par. 1).
La Corte ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, dunque può intervenire solo se e solo quando gli Stati non vogliono o non possono agire per punire crimini internazionali.
La giurisdizione della Corte si esercita nel caso di crimini commessi sul territorio di uno Stato parte o da un cittadino di uno Stato parte alla Corte. Ne consegue che quindi anche i crimini commessi sul territorio di uno Stato parte, da parte di un cittadino di uno Stato non parte, rientrano nella giurisdizione della Corte.

Uno Stato non parte non è tenuto ad estradare propri cittadini che abbiano commesso tali crimini in un paese parte ed al giorno d'oggi non esistono mezzi di coercizione internazionali per spingere gli stati non parte a cedere alle richieste della Corte Internazionale. Cenni storici

La sede della Corte Penale Internazionale
Le origini della Corte penale internazionale sono da imputare al periodo della seconda guerra mondiale, quando vennero istituiti dei tribunali Militari internazionali. Il primo era quello di Norimberga e il secondo era quello di Tokyo. Come tribunali militari, la loro competenza giurisdizionale si limitava ai crimini di guerra. Il tribunale di Norimberga durante gli anni ha formulato diverse sentenze e ampliò l'ambito dei crimini, inserendo oltre ai crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e contro la pace.
La campagna per l'istituzione della Corte Penale Internazionale fu poi ripresa e rilanciata negli anni novanta soprattutto dall'organizzazione Non C'è Pace Senza Giustizia di Emma Bonino e dal Partito Radicale Transnazionale[1].
Contestualmente l'iniziativa dell'ONU e dell'Assemblea Generale varò il progetto di formulare un codice sui crimini e uno Statuto per la Corte penale internazionale. Il 9 dicembre 1994, l’Assemblea generale creava un apposito Comitato preparatorio che riprese il progetto elaborato precedentemente dalla Commissione di diritto internazionale, approfondendone gli aspetti più controversi e sviluppandone i profili più complessi anche alla luce della codificazione dei crimini internazionali avvenuta negli statuti dei primi due Tribunali ad hoc. Le pressioni da parte dell'ONU di terminare il progetto di realizzazione, infatti, si fecero più pesanti durante il 1993-1994, proprio perché erano stati istituiti dei Tribunali ad hoc per la questione di ex-Jugoslavia e Ruanda.
Nel 1996, conclusi i lavori della commissione, l'Assemblea delle nazioni unite convocava a Roma una conferenza diplomatica dei plenipotenziari degli Stati per l'istituzione di una corte penale internazionale.
In esecuzione della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite 51/207 del 17 dicembre 1996, il progetto finale (la cui redazione si protrasse sino al 3 aprile 1998) fu rimesso ad una Conferenza diplomatica di plenipotenziari, convocati a Roma – nella sede della F.A.O. all’Aventino – dal 15 giugno al 17 luglio 1998. Dopo intense discussioni (cui contribuirono anche molteplici organizzazioni non governative che avevano sostenuto la campagna d’opinione pubblica per la giurisdizione universale sui crimini internazionali), la Conferenza si concludeva con l’approvazione dello Statuto (120 i voti favorevoli, 7 i contrari, 21 gli astenuti) e con la firma dell’Atto finale, aperto a tutte le delegazioni partecipanti (160).
Le progressive ratifiche dello statuto hanno consentito di raggiungere il quorum fissato dall'Art. 126 (60 Ratifiche) quattro anni dopo la conferenza di Roma: in virtù di questa norma il testo è quindi entrato in vigore il 1º luglio del 2002.
Il primo imputato di questa organo giudiziario è stato il congolese Thomas Lubanga il cui processo è iniziato il 26 gennaio del 2009.




 
La sede della Corte Penale Internazionale